Le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mario Turco in merito alla ripartizione dei fondi europei e a quota 34 ci rassicurano.

La bozza del documento ‘L’Italia e la risposta al Covid 19’ circolata nei giorni scorsi sulla stampa aveva fatto temere. Ma noi non permetteremo tagli al Sud.

Il nostro Paese deve uscire da questa crisi più unito rispetto a quanto lo era prima, evitando contrapposizioni tra Nord e Sud. Senza il Sud Italia anche il Nord è condannato ad un triste destino ed è illusorio pensare che sottrarre risorse al principale mercato delle imprese settentrionali possa tirare l’Italia fuori dall’emergenza.

Ecco perchè gli investimenti ordinari devono essere rapportati alla popolazione, come stabilito da quota 34, una norma che il governo e il M5S hanno voluto confermare e rafforzare di recente; e anche il criterio di riparto dei fondi strutturali europei e del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) deve rimanere intatto, per evitare trasferimenti dalle zone piu’ povere a quelle piu’ ricche del Paese che poi difficilmente verrebbero compensati.

È chiaro a tutti che in una fase storica di calo della domanda estera, in seguito ad una crisi sanitaria ed economica globale, l’Italia dovra’ ricalibrare l’economia sui consumi interni.

In questo senso il Sud deve essere sostenuto economicamente in funzione di un maggior interscambio commerciale con il Nord.

Vigileremo perche’ nella versione finale del documento del governo non ci siano sorprese su un punto tanto importante.